Forse “barriera” non è il termine più corretto per definire il ruolo della pelle: la natura, lo sappiamo, è molto più evoluta del nostro lessico. La cute, infatti è molto più che una semplice di barriera, perchè non serve solo ad evitare l’eccessiva perdita di acqua e di sali dall’organismo, o ad impedire l’entrata di allergeni, antigeni ed agenti patogeni.

La pelle non blocca, ma modula. Ecco la parola: essa controlla gli scambi tra l’organismo e l’ambiente esterno. Per comprendere il suo lavoro di modulazione, pensiamo solo a due delle tante funzioni che sono mediate dalla pelle.

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  • La sudorazione. Attraverso questo particolare meccanismo, l’organismo controlla la propria temperatura.
  • L’attivazione della vitamina D da parte del sole. In questo caso, la cute cattura i raggi della luce solare per mettere in moto dei processi biochimici in grado di produrre questa sostanza vitale, l’unica vitamina prodotta dal nostro corpo.

Attraverso questi due esempi possiamo dire quindi che la pelle è una barriera, ma una barriera intelligente. E come tale va protetta, perché non si può dare per scontato che sia sempre lei a proteggere noi: la protezione deve essere reciproca e la cute deve essere mantenuta, curata, coccolata.

Come?

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La prima precauzione da avere nei suoi confronti è quella di bere molta acqua, in modo da evitare situazioni di disidratazione cutanea e di secchezza eccessiva. Come seconda attenzione, la pelle va sempre protetta dai raggi del sole utilizzando, anche in inverno, prodotti cosmetici contenenti un fattore di protezione. In ultimo, utilizzare prodotti per la detersione che non siano aggressivi e cosmetici di qualità. E per volere davvero bene alla pelle e a tutto l’organismo, bisognerà anche stare attenti all’alimentazione per evitare situazioni di eccessiva infiammazione intestinale che si ripercuotono anche sulla salute della cute che, molto spesso, è lo specchio del nostro intestino.

Una pelle sana quindi rappresenta una barriera efficace rispetto all’assorbimento di agenti esterni, quali i contaminanti ambientali e ogni tipo di sostanza irritante. Ma quando la pelle è danneggiata perde in parte la sua funzione di barriera. Non solo, essa stessa rischia di diventare un fattore pro-infiammatorio, dando vita ad una serie di reazioni a catena le quali, scatenate da un danno cellulare a livello cutaneo, sfociano poi in uno stato di infiammazione cronica di basso grado, la stessa che si verifica nei processi di invecchiamento. E’ stato coniato un termine per definire questo stato di bassa, ma costante infiammazione che porta all’invecchiamento: inflammaging.

INFLAMMAGING

Questo termine è utilizzato per descrivere il fenomeno dell’invecchiamento indotto dall’infiammazione cronica e che aiuta a capire che la nostra pelle ha bisogno di attenzioni per aiutarla a svolgere al meglio il suo ruolo principale: quello di barriera.

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